RACCONTI BORDOLESI: Courtiers, Négociants e Sociando-Mallet

I cenni storici riguardanti Sociando-Mallet sono dettagliati con precisione sul sito aziendale ma meritano di essere ricordati per la combinazione di eventi che ha dato nuova vita e successo a questa proprietà situata a nord di Pauillac e adiacente alla denominazione di St.-Estephe.
I primi documenti che citano Sociando risalgono al 1633, quando risultava essere la residenza di Sossiondo, un nobile basco dal quale evidentemente deriva parte dell’attuale titolo aziendale; dopo vari passaggi di proprietà, finì con l’essere acquistato da Achille Mallet, un capitano di marina che contribuì alla composizione finale del nome dello Château. Dopo Mallet si alternarono altri proprietari fino a giungere nelle mani di Emile Téreygéol, funzionario dell’INAO (Institut National des Appellations d’Origine) e presidente del sindacato viticolo di Marrakech. E a questo punto ecco che entra in gioco Jean Gautreau, che inizialmente (siamo negli anni ’50) faceva il courtier (mediatore, sensale, intermediario, oggi molti direbbero broker ma nessuna di queste è la definizione esatta) per un Négoce di Bordeaux ed era poi diventato direttamente un négociant (commerciante, ma come nel caso del courtier è una figura che merita un successivo approfondimento) vendendo i pregiati grand crus bordolesi in un mercato di grande riferimento come il Belgio, del quale, nel giro di pochi anni, era arrivato ad essere il principale fornitore. Un suo ricco cliente gli chiese di trovargli uno Château da acquistare nel Médoc e lui, nel 1969, trovò appunto Sociando-Mallet, una proprietà fatiscente, di piccole dimensioni, con diversi edifici abbandonati e una ventina di ettari complessivi, di cui solo sei o sette di vigneto. Ma il facoltoso cliente che gli aveva commissionato l’acquisto si tirò improvvisamente indietro e a quel punto Jean Gautreau, che aveva intuito il potenziale della tenuta osservando che i terreni, sulla riva della Gironda, erano disposti sulla stessa fascia di ghiaia che scorre lungo Château Cos d’Estournel, Pichon-Lalande, Léoville-Las-Cases e altre proprietà di spicco della riva sinistra, fece due conti: l’occasione era troppo favorevole per lasciarsela sfuggire e così cambio la storia di Sociando-Mallet.

Sociando è un Haut-Médoc, una denominazione anomala, nel senso che “alto” (Haut) va inteso nel senso dell’altitudine e non della della latitudine, ovvero sono Haut-Médoc le tenute in posizione più elevata e non quelle più a nord o sud nella regione. Gli Haut-Médoc scorrono praticamente lungo tutto il Médoc.
Mai entrato nella classificazione del 1855 e registrato come cru bourgeois nel 1932, Sociando-Mallet possiede una qualità superiore a quella di molti Cru Classé (leggi qui). Gli ettari vitati sono oggi un’ottantina dei quali tre quarti collocati sulle “ghiaie” o graves che dir si voglia e un quarto su terreni a prevalenza sabbiosa dai quali viene ricavato il second vin.

Jean Gautreau ha lasciato questo mondo poco tempo fa e la sua, in assai estrema sintesi, è un’emblematica storia di uomini e di terre: senza la combinazione – ad alto livello, certamente – di questi due fattori non si possono realizzare grandi vini.

Concludo con il “motivo” che mi ha spinto a scrivere questo brevissimo e, spero, non troppo noioso, raccontino domenicale, ovvero uno splendido Château Sociando-Mallet 1990, bevuto con grande gioia un paio di mesi fa.
Un grande rosso del Médoc, in eccellenti condizioni di forma, fresco, balsamico e speziato, setoso al tatto, dalla chiusura lunghissima.

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