I VINI DI RUFFINO

Non ci sono evidenti sbalzi stilistici nella produzione dell’azienda Ruffino, marchio conosciutissimo e ormai da diversi anni proprietà di un gruppo internazionale, e i riscontri complessivi sono stati decisamente soddisfacenti pur rimanendo nell’ambito di una proposta per molti aspetti prevedibile. Ma procediamo con ordine. Continuano a convincermi poco le etichette di Chianti Classico come la Ducale e Ducale Oro dove avverto lo sforzo quasi innaturale di realizzare vini classici con risultati ancora approssimativi e scoordinati. Assai migliore è invece la situazione dei vini dal taglio palesemente meno tradizionale, come l’ottima Gran Selezione Romitorio di Santedame 2016 e l’altrettanto riuscito blend di ispirazione bordolese Alauda 2016. Tuttavia il vino che mi ha sorpreso maggiormente è il più semplice – e prodotto in quantità assai consistenti – Chianti Classico Tenuta Santedame 2018. Niente di fenomenale, intendiamoci, ma confesso che erano anni, ma che dico anni, erano secoli che non assaggiavo un Santedame così garbato e bevibile, fresco e scorrevole.
E mi chiedo, sperando in una risposta negativa, se è solo merito della docile annata 2018.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

 

 

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