BRUNELLO DI MONTALCINO 2016, PRIMO GRUPPO

La degustazione dei Brunello di Montalcino 2016 è stato effettuata da Claudio Corrieri. Questo primo gruppo raccoglie esattamente 30 vini disposti semplicemente nell’ordine di assaggio. Nei prossimi giorni saranno pubblicate le restanti recensioni.
L’annata 2016 sembrerebbe finalmente essere all’altezza della classificazione di cinque stelle che, a mio parere, era stata raggiunta in questo secolo solo dall’annata 2006, anche se va ricordato che le classificazioni in stelle definite dai tecnici dei Consorzi di Tutela sono decise a pochi mesi dalla vendemmia con particolari meccanismi di attribuzione e non sulle bottiglie presentate in commercio.

Le note di degustazione sono, come sempre, a disposizione degli abbonati.

SELEZIONE VINI 2021, SECONDO GRUPPO

Ancora una serie di recensioni nella sezione Ratings.
Queste, in sintesi, le ultime novità con i relativi link:

LE REGGE
I vini de Le Regge rientrano tra le piacevoli sorprese dell’inizio di questa stagione di assaggi. Le diverse tipologie rappresentate…continua per gli abbonati

FATTORIA TREGOLE
… esibiscono uno stile che non sembra accontentarsi di raggiungere il giusto equilibrio ma è proiettato verso forme più evolute di eleganza…continua per gli abbonati

TENUTE SILVIO NARDI
… ho trovato ben registrati sotto il profilo tannico, nell’uso dei legni e nella priorità assegnata alla ricerca di equilibrio rispetto…continua per gli abbonati

SASSODISOLE
…predisposizione dei Brunello di SassodiSole a esprimersi più compiutamente quando riescono a mantenere fragranza e bevibilità, anche a costo di rinunciare…continua per gli abbonati

IL BRUNELLO DI MONTALCINO DEI BARBI

Il termine storico è un po’ abusato in riferimento al Brunello di Montalcino: viene infatti così definita qualsiasi cosa lo riguardi, anche fosse di recente istituzione; ma è un termine sicuramente appropriato per la Fattoria dei Barbi, una delle pochissime realtà presenti alla nascita della rinomata denominazione, avvenuta nella seconda metà degli anni sessanta del secolo scorso.
La storicità di un’azienda non ha ovviamente e automaticamente alcuna connessione con la qualità espressa dai propri vini ma potrebbe (e dovrebbe) averla con la linea stilistica che la distingue, semplicemente perché si può supporre che non sia mancato il tempo per focalizzarla a dovere.
In effetti, per quanto riguarda la Fattoria dei Barbi, si possono avere opinioni dissimili sul livello qualitativo dei Brunello della casa ma credo che non ci siano disguidi sulla fedeltà a uno stile che si può davvero definire classico e tradizionale.
Ad ogni buon conto l’assaggio delle ultime annate – 2015 e 2016 – e in particolar modo dell’ottimo Brunello Vigna del Fiore 2016 dovrebbe essere in grado di redimere qualsiasi eventuale divergenza interpretativa.