Poggio del Moro, un’azienda da conoscere

 

POGGIO DEL MORO

So poco o quasi niente dell’azienda che mi ha recapitato, pochi giorni fa, alcuni vini da assaggiare. Conosco, a grandi linee, la zona di produzione – ai margini sud orientali della provincia di Siena, a un passo dall’Umbria – e ho dato un’occhiata alle schede tecniche dei vini notando che privilegiano l’utilizzo di vitigni autoctoni, fatto che non costituisce, in sé per sé, motivo di distinzione né qualitativa né stilistica. Il dato più interessante che ho ricavato è dato probabilmente dalla prevalenza, insolita in Toscana, di terreni sabbiosi. Il resto – vinificazione, affinamento, altitudine, esposizione e fittezza dei vigneti – rientra in parametri normali. 

Non so chi si occupa degli aspetti tecnici (enologi, agronomi, cantinieri..) e, soprattutto, non conosco i proprietari. Se sono giovani, vecchi, simpatici, antipatici, perché facciano vino e se è la prima volta o lo hanno sempre fatto. Niente, a parte sapere che non sono italiani.

E debbo confessare che non mi dispiace affatto iniziare a conoscere un’azienda prendendo contatto e confidenza solo con le bottiglie che produce. Preferisco, e ho sempre preferito, partire da quello che mi “suggerisce” il bicchiere e fare, quando mi sembra ne valga la pena, il percorso al contrario.

In questa occasione ammetto di non aver trovato in assaggio vini memorabili – in fondo è davvero raro che accada -, ma l’impressione d’insieme che ho ricavato è più che favorevole, considerando che sto parlando di una realtà produttiva alle sue prime uscite sul mercato. L’impronta stilistica privilegia la bevibilità rispetto alla forza d’urto ed è avvertibile, con apprezzabile coerenza, in tutte le etichette proposte. 

Entrando nel dettaglio……segue per gli abbonati

Vin Santo Occhio di Pernice, Badia a Coltibuono

Vin Santo del Chianti Classico DOC Occhio di Pernice 2007 BADIA A COLTIBUONO

Variopinto, articolato, discusso o discutibile, incompreso o incomprensibile, il mondo del Vin Santo toscano è, tuttavia, vivo e vegeto anche se gli intenti e gli stili adottati seguono più le traiettorie tracciate dalle singole aziende che non l’idea condivisa di una tipologia legata ad un’antica tradizione. La degustazione, effettuata recentemente, non ha fornito elementi sufficienti a smentire questa interpretazione e basta registrare i gradi alcolici riportati da ogni etichetta (da 12,5 a 16,5) per arrivare a formulare una prima, pur sommaria, sentenza: difficile trovare un vino più individualista del Vin Santo.

Il Report appena pubblicato analizza i caratteri di 20 Vin Santo* tra i quali mi è sembrato particolarmente apprezzabile per l’originalità e la fragranza di beva – dote rara in un contesto quanto mai “appiccicoso” – l’Occhio di Pernice 2007 di Badia a Coltibuono.

*delle seguenti Cantine:
Badia a Coltibuono, Castello di Cacchiano, Castello di Querceto, Castello di Volpaia, Castellare di Castellina, Fanti, Fattoria La Ripa, Fontodi, Isole e Olena, Lornano, Poggiotondo, Rocca di Castagnoli, Rocca di Montegrossi, San Michele a Torri, Tenuta di Capezzana, Usiglian del Vescovo, Villa S. Anna.

Gran Selezione o Gran Confusione?

È notizia recentissima la decisione del Consorzio del vino CHIANTI docg di modificare il proprio disciplinare di produzione con l’aggiunta della tipologia Gran Selezione, già in vigore per i vini del Chianti Classico, il cui Consorzio ha immediatamente e stizzosamente reagito esprimendo la propria totale contrarietà a tale mossa ritenuta, a buona ragione, decisamente scorretta.

Tutto è nato con il Regio Decreto del 1932 che autorizzò la produzione di vino Chianti in una larga parte del territorio regionale, ben al di là dei confini della vera area chiantigiana. Il misfatto, vero o presunto, venne completato con la possibilità, e la conseguente concessione (con effetti boomerang), di chiamare Classico il Chianti prodotto nel..Chianti.

È buona regola che il nome di un vino, di un’azienda e ancora più di una denominazione, sia unico e inconfondibile con altri. Barolo, Pauillac, Chambertin, Taurasi sono esempi di denominazioni che non duplicano il nome di altre e non ne sono duplicate.

Dalla loro nascita, invece, Chianti e Chianti Classico condividono il loro nome, con effetti di totale confusione per il consumatore finale e il mercato in senso generale. Oltretutto, quando una denominazione è composta da due o più parole si tende abitualmente, almeno nelle normali conversazioni, ad abbreviarle, per cui quando diciamo Brunello non è necessario specificare “di Montalcino” per farsi capire. Nel caso del Chianti bisogna sempre, anche un po’ faticosamente, aggiungere Classico. Ma non possiamo dire solo Classico, perché è un aggettivo, usato tra l’altro da altre denominazioni (Amarone della Valpolicella, Soave, Verdicchio etc..), nelle vesti scomode di un sostantivo. Quindi se io dico questo vino è un Montalcino non è chiaro se intendo un Rosso o un Brunello ma siamo lì e si va poco lontano. Ma se dico è un Classico, è come non avessi detto niente.

Ma a dare una sterzata a una situazione ingabbiata da lungo tempo, alcuni anni fa fu ideata una tipologia nuova e non replicata da nessun’altra denominazione: la Gran Selezione! Solo il Chianti Classico ha la Gran Selezione!

Ora si scopre che i simpaticissimi cugini del Chianti docg vogliono appropriarsene. Senza reclamarne l’esclusività, per carità, in fondo sempre cugini sono. Ma d’altra parte pretendere l’esclusiva nell’uso di un termine comune, almeno che non sia un marchio registrato, non è così facile, neanche per chi lo aveva usato per primo. Strano che nessuno ci avesse pensato prima di adottarlo. Specialmente dopo le esperienze scaturite dall’inghippo storico del nome in comune e dall’infelice vertenza con la Gallo Winery di alcuni decenni fa.

Certo che l’affare è complesso, si preannunciano battaglie politiche e addirittura legali che generalmente non portano vantaggi a nessuno.

Un bel pasticcio, dove, con una buona dose di ottimismo che non guasta mai, si può intravedere uno spiraglio favorevole, un piccolo sbocco, una via d’uscita: che sia l’occasione per dare una buona volta un’accelerata al processo di valorizzazione delle cosiddette “Menzioni geografiche”. Ricordando, magari, di scrivere sul disciplinare che nessuno possa usare il nome di Panzano, Radda o Gaiole senza avere vigneti in quei luoghi.

Chianti e Chianti

Oggi propongo un piccolo estratto dell’ultimo Report pubblicato sui Chianti. È una selezione, ricca di sorprese a buon prezzo, comprendente 27 vini prodotti nelle varie “sottozone” (Colli Fiorentini, Senesi, etc..):

TENUTA LE CALCINAIE
92/100     Chianti Colli Senesi DOCG Riserva Santa Maria 2012
maturo nel colore, è caratterizzato da intense note di erbe aromatiche e cenni balsamici al naso; in bocca mostra una progressione continua e un sapore morbido e insieme fresco, slanciato, di convincente lunghezza e complessità.

FONTALEONI
90/100     Chianti Colli Senesi DOCG Riserva Fontaleoni 2015
molto preciso nell’espressione aromatica, con calibrata alternanza di note fruttate e floreali; in bocca è continuo, bilanciato, persistente, con tratti di vera eleganza.

SAN FERDINANDO
90/100     Chianti DOCG Il Gargaiolo 2015
realizzato con “mano” precisa e calibrata, è un vino equilibrato, ben proporzionato, succoso, molto piacevole, delicatamente floreale in chiusura. Uno dei migliori Chianti dell’anno.

                 

 

Toscana DOCG, il Sangiovese dal Chianti al Morellino – Febbraio 2018

 

Le tipologie e le annate recensite non sono apparentemente omogenee ma almeno hanno in comune il vitigno di riferimento, vale a dire il sangiovese, che, seppur declinato con stili diversi e in diverse condizioni ambientali e climatiche, esprime carattere, suggestioni e spunti di interesse mai banali. Da segnalare che ho nuovamente recensito la Riserva Drugo di Santo Stefano in quanto la seconda campionatura ricevuta mi è parsa, seppur leggermente, più convincente della prima.

 

Chianti Classico DOCG Castello di Radda 2014 CASTELLO DI RADDA
floreale all’approccio olfattivo, è nitido, diretto, leggero ma dotato di una progressione continua e di un finale molto fresco e piacevole  – 88

Chianti Classico DOCG Gran Selezione Santo Stefano 2011 SANTO STEFANO
intenso e ricco al naso, con note di spezie, frutti rossi e cenni di rovere in sottofondo; il sapore è grintoso, contrastato, croccante, fresco, sapido e lungo nel finale – non finissimo ma vigoroso e dotato di sicuro carattere  – 90

Chianti Classico DOCG La Sala 2014 LA SALA
di color rubino intenso e brillante, ha un carattere aromatico ancora riservato con rilievi speziati; in bocca è fresco, tonico, sapido, incisivo sul palato  – 87

Chianti Classico DOCG Podere Castellinuzza 2014 PODERE CASTELLINUZZA
il colore, granato scarico, è leggermente evoluto ma i profumi mostrano un profilo maturo ma non ancora condotto da note terziarie; il sapore è fresco, ben stilizzato, arioso, un po’ stretto e in debito di polpa fruttata a centro bocca ma coerente e slanciato nel finale  – 88

Chianti Classico DOCG Riserva Drugo 2014 SANTO STEFANO
scuro nel colore, concentrato, chiuso con accenni fruttati e fondo tostato al naso, è robusto, reattivo, saporito e intenso con un tannino vivo, ma non aggressivo, in evidenza  – 86

Chianti Classico DOCG Riserva Messer Ridolfo 2011 CANTALICI
tonico e composto, ha carattere minerale e un equilibrio convincente che non subisce passivamente la dolce maturità dell’annata ma la contrasta con successo  – 91

Chianti DOCG Riserva I Tre Borri 2014 FATTORIA CORZANO E PATERNO
delicati profumi di ciliegie e violette affiorano al naso; il sapore è fresco e slanciato, agile, continuo e deliziosamente fruttato a centro bocca, convincente nell’allungo finale  – 90

Morellino di Scansano DOCG Mocali 2015 MOCALI–Tiziano CIACCI
fruttato, diretto, semplice ma ben definito, piacevolmente contrastato e giovanile, un po’ brusco ma schietto nel finale  – 86

Morellino di Scansano DOCG Riserva Suberli 2013 MOCALI-Tiziano CIACCI
fruttato, speziato e delicatamente floreale nei profumi, è ampio e aperto, rotondo e succoso, fresco e piacevole nel finale; un Morellino di buon carattere realizzato con la giusta misura  – 89

© 2016 ErGentili - build proudly by Stuwebmakers and Wordpress
contact: info@ernestogentili.
Privacy Policy