I VINI DI RIGNANA

Più volubile di qualche politico nostrano che ha cambiato tre casacche nel corso di una sola legislatura, Il Riccio della Fattoria di Rignana ha forse trovato la sua collocazione definitiva. Almeno lo spero, a giudicare dagli ottimi riscontri ricevuti dall’assaggio dell’annata 2016, il cui uvaggio, dichiarato nella retroetichetta, è a base esclusiva (100%, per chi non avesse capito) di Cabernet Franc. Pochi anni prima era costituito da Merlot in purezza, successivamente da un blend fra le due uve, poi non so se ho perso qualche passaggio. Nei fatti, la versione provata quest’anno – ripeto: solo Cabernet Franc – è tanto sorprendente quanto splendida, con un solo punto critico: il grado alcolico che, sempre basandosi sulla solita etichetta, risulta essere di 15 gradi. Non pochi ma portati bene, come si direbbe nel conoscere l’età di Sharon Stone.
Ma le sorprese di Rignana non si esauriscono con Il Riccio, visto che anche il Bianco 2019 è talmente piacevole da far pensare che a Panzano sia quasi impossibile fare vini cattivi.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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