Grands Jours de Bourgogne, parte terza – Luglio 2018

La terza parte del reportage di Claudio Corrieri sui vini di Borgogna alterna commenti dedicati a produttori di ampia fama ad altri meno conosciuti. La voglia di scoprire ed emozionarsi resta comunque il filo comune di un resoconto che non è solo aridamente tecnico.

  

GRANDS JOURS DE BOURGOGNE 2018 

Terza parte

a cura di Claudio Corrieri

 

 

J. C. BACHELET

Eredi di circa 10 ettari distribuiti prevalentemente fra Chassagne, St.Aubin e Puligny, si sono distinti negli ultimi tempi per una produzione curata e moderna nell’interpretazione, con una ricerca estrattiva mirata a esaltare la buona maturità del frutto.

Saint-Aubin 1er Cru Les Champlots 2016
fruttato e ricco al naso, è accompagnato dalle note dolci e speziate del rovere, 86-88

Saint-Aubin 1er Cru Le Charmois 2015
nonostante l’annata calda, in risalto al naso con leggere note surmature, mantiene una buona freschezza acida in grado di rilanciare la beva, 86-88

Puligny-Montrachet Les Aubes (lieut-dit) 2016
la “mano” è, come sempre, precisa e accorta, il vino è pulito, ordinato, di buona espressività, concentrazione e immediatezza, 88-90

Chassagne-Montrachet 1er cru La Boudriotte 2015
ampio e generoso al naso, è un blocco monolitico di frutta matura; non sgradevole ma privo di articolazione e dettaglio, 84-86

Saint-Aubin 1er Cru En Remilly 2011
sprizza un’inattesa energia e vitalità al palato, contraddicendo un naso piuttosto evoluto, con sentori di liquirizia e menta accompagnati da note affumicate e idrocarburiche, 87-89

 

AMELIE BERTHAUT-GERBET

Si tratta della figlia di Denis del Domaine Berthaut, del quale ha preso le redini da qualche anno a questa parte. Avevo in precedenza bevuto qualche Fixin del padre e mi era sembrato di una piacevolezza sincera, ruspante, ispirato da un senso di autenticità borgognona molto apprezzabile. La figlia sembra abbia intrapreso un percorso stilistico indirizzato su una più precisa definizione del frutto anche se l’estrazione talvolta mi è sembrata troppo vigorosa.

Fixin Les Crais 2016
(assaggio da botte) ha una buona densità e una nitida sensazione fruttata, in un contesto di evidente semplicità, 83-85

 

BRUNO CLAIR

Produttore di antica tempra, flemmatico e gentile nel modo di esprimersi. Abitualmente fuori dai riflettori che illuminano i produttori mitizzati dalla maggioranza degli appassionati, è comunque proprietario di famosissimi Cru concentrati nei comuni più “nordici” della regione. Tanto per non farsi mancare niente, è rientrato recentemente in possesso di mezzo ettaro di vigna del Grand Cru Bonnes Mares.

Gevrey-Chambertin 2016
è un vino dal passo classico che esprime scioltezza e godibilità, senza forzature o estrazioni eccessive ma esibendo un convincente equilibrio, 86-88.

Gevrey-Chambertin 1er cru Clos du Fonteny 2016
colpisce immediatamente per la florealità e la freschezza al naso, corrisposte da un palato slanciato ed energico, impeccabile nella trama tannica, 90-92.

Bonnes Mares Grand Cru 2016
(campione non ancora in bottiglia), la parte alta del cru, chiara nell’aspetto poiché composta in prevalenza da calcare, miscelata alla parte sottostante, con terra più scura e densa, compone un insieme perfettamente replicato in questo vino: eleganza e finezza contrapposte a forza e stratificazione. Questo Bonnes Mares 2016 ha tutto: florealità intensa e stuzzicante al naso, centro bocca vellutato e fresco, pieno di contrappunti e rimandi saporiti e, soprattutto, un finale dall’allungo incontenibile, reattivo, maturo e fresco al tempo stesso, con aspetti mentolati, di ribes, di spezie esotiche e dolci, di iodio marino. Una meraviglia, 96-98.

 

YVON CLERGET

Giovane, talentuoso, produttore di Pommard, Volnay e altre denominazioni, si è posto all’attenzione degli appassionati da qualche anno, riuscendo nell’impresa di rilanciare l’azienda familiare.

Volnay 1er cru Les Santenots 2016
appena reduce dall’imbottigliamento, fornisce comunque una prova convincente per eleganza e stile, con un bel finale setoso a chiudere, 86-88.

Volnay 1er cru Les Caillerets 2016
convincente nell’assetto aromatico dal timbro floreale e dotato di buona tensione gustativa, è succoso, setoso al tatto, di buona spinta in chiusura; da seguire con attenzione, 88-90.

  

DOMAINE PONSOT

Distribuito in tutto il mondo, è un prodotto raro da trovare e ha costi esorbitanti. La proprietà è a Morey-St-Denis, ma dispone di prestigiosi cru ovunque in Borgogna, con una storia secolare che ha visto recentemente la cessione da parte di Laurent Ponsot di alcune quote in favore della sorella.

Morey Saint Denis 1er Cru Clos des Monts Luisants (blanc) 2015
nonostante l’annata non propizia per i bianchi è un grande vino. Sarà la vigna vecchia, sarà l’esposizione, sarà la mano del produttore, ma resta l’unico Aligotè in purezza che nelle, purtroppo rarissime, occasioni che mi capita di poter assaggiare, mi lascia folgorato per nettezza di frutto, dinamismo e mineralità (e in questo caso non è un termine fuori luogo), 91-93.

Morey Saint Denis Cuvée des Grives 2015
vino più verticale che ampio, semplice nel finale, 85-87.

Morey Saint Denis 1er Cru Cuvée des Alouettes 2015
parcella appena sotto a Clos de la Roche (in realtà è un Les Monts Luisants con aggiunta di Clos de la Roche da vigne giovani), impressiona per la sapidità del finale e per il corredo tannico setoso, 90-92.

Clos de la Roche Vieilles Vignes Grand Cru 2015
il prezzo è intorno ai 450 euro a bottiglia, ma siamo fra le vette qualitative della Borgogna: un rosso che promette di mantenere in futuro le promesse lasciate da un frutto deliziosamente goloso (come appare al momento), supportato da tannini setosi, maturi e insieme rinfrescanti, 94-96.

Clos de la Roche Grand Cru 2016
compatto e progressivo nello sviluppo, ricco e polposo nella dotazione di frutto, con tannini finissimi e un allungo magicamente profondo è un vino dal potenziale di longevità straordinario, ai limiti della perfezione, 97-99.

Clos de la Roche Grand Cru 2002
non potevo limitarmi soltanto ad assaggiarlo e me lo sono bevuto, a metà mattinata, tanto era saporito e fresco: puro, balsamico, rarefatto nei profumi, lungo con fresche note di incenso e spezie orientali in rilievo e con dei nobili sentori boisé a fare da sottofondo a un frutto ancora giovane; i vini di Ponsot sono lenti a uscire dalla fase di austerità ma nelle annate di grazia danno grande soddisfazione, 95-97.

 

PAUL PILLOT

Azienda di Chassagne ormai gestita in cantina e in vigna dai figli del titolare; si è sempre distinta per l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Saint-Aubin 2015
il calore dell’annata pesa un po’ sulla tonicità del vino che risulta essere piacevole ma dominato dai legni dolci e dal frutto maturo, dal carattere tropicale, senza il necessario contrasto acido-sapido, 82-84.

Chassagne-Montrachet 2015
vendemmiato il 27 agosto, il vino mostra qualche cedimento al centro bocca ma il finale si ricompone, mostrando slancio e la giusta vitalità fra note di fiori d’agrumi e salinità, 86-88.

 

ROUMIER

Vignaiolo di grande fama di Chambolle Musigny, presentava ai Grands Jours un solo vino, sotto descritto.

Morey Saint Denis 1er Cru Clos de la Bussière 2016
(campione da botte), impattante e carnoso, deriva da una vinificazione a grappolo intero, è ancora marcato da alcune note boisé, ma non manca di frutto, 86-88.

Grands Jours de Bourgogne 2018, parte prima – Luglio 2018

 

GRANDS JOURS DE BOURGOGNE 2018

A cura di Claudio Corrieri

 

La 14ma edizione della manifestazione più attesa dagli amanti dei vini di Borgogna, organizzata egregiamente dal Bureau del Grands Jours de Bourgogne, si è svolta dal 12 al 16 marzo di quest’anno. In primo piano, sotto i riflettori di professionisti, critici e appassionati, l’annata 2016, un millesimo per niente facile, dalla produzione ridotta ma dalla qualità finale eccezionale. Più di un’azienda presentava anche l’annata 2015 che ha mostrato caratteristiche interessanti, ma con limiti di maturità fenolica per i vini rossi e di carenza di freschezza e tensione per i vini bianchi, che in molti casi hanno evidenziato toni sin troppo caldi e maturi.

Tornando alla 2016, è bene ricordare che la difficoltà dell’annata è sintetizzabile nella terribile gelata di fine aprile (non è che nel 2017 si sia scherzato..) ma lo sviluppo della stagione ha avuto fortunatamente un andamento ottimale.

Paragonabile o comunque molto vicina al livello delle annate 2010 e 2002, forse i migliori millesimi degli anni 2000, si distingue per la freschezza e la contemporanea maturità del frutto, la dinamica trascinante e la strutture densa e bilanciata.

E’ un’annata sicuramente in grado di crescere in complessità ed eleganza, considerazione valida per i vini rossi come per quelli bianchi (pur se gli chardonnay hanno presentato talvolta minori concentrazioni, mantenendo tuttavia grazia e slancio), tenendo conto anche degli ottimi standard in termini analitici in acidità e polifenoli emersi.

Tutto ciò non eviterà che le esigue quantità e l’aumento vertiginoso dei prezzi, in special modo delle denominazioni più blasonate, limiteranno, e di molto, gli acquisti degli appassionati, messi sempre più a dura prova dalle impennate sistematiche dei costi dell’oggetto della loro passione.

Come accennato, qualche azienda ha proposto anche l’annata 2015, che per quanto riguarda la produzione dei rossi a base pinot nero, a parte qualche elemento di criticità sulla maturità dei tannini, potrebbe comunque configurarsi come una buona annata.

Le produzioni in bianco a base chardonnay hanno subito il calore e la luce dell’annata, con vini poco acidi e registri aromatici burrosi e lattici, tipici delle annate calde in Borgogna, con prevalenza di note esotiche e tropicali, alcune volte stucchevoli, altre volte, per fortuna, contrastate felicemente da freschezza e acidità.

Gli assaggi si sono svolti, come sempre, in più giornate e in collocazioni sempre diverse, tra le quali segnalo (ringraziando per la gentile ospitalità) anche la degustazione organizzata presso l’affascinante Château de Santenay, durante gli stessi giorni del GJdB, da parte di Diva, un network internazionale che mette in contatto i produttori francesi con gli importatori ottimizzando la commercializzazione.

 

 

LE NOTE DI DEGUSTAZIONE

Prima parte

 

MATROT

Produttore classico, ben ispirato, non è sicuramente un fenomeno mediatico ma propone una produzione ottima per continuità e classicismo.

Bourgogne 2016
semplice, ma già esplicitamente seducente al palato con note di mela renetta e sapore pieno e croccante 86-88.

Meursault Blagny 1er cru 2016
senza l’ausilio di legno nuovo e grazie a una “mano” calibrata il vino mostra maggiormente la sua aderenza al territorio di Meursault,  esprimendo pulizia e un finale sapido di buona espansione, 90-92.

Puligny-Montrachet Les Chalumeaux 1er cru 2016
premier cru confinante a nord con Meursault-Blagny, in questa fase è compresso dal rovere anche se sottotraccia la materia che si avverte promette longevità e seduzione, 90-92.

 

FRANÇOIS CARILLON

Bourgogne 2016
colore non molto sostenuto per un vino sottile, semplice, gustoso, 84-86.

Puligny-Montrachet 2016
(non in bottiglia definitiva) è slanciato, dotato di una buona acidità, è giocato più sulle sottigliezze e sulle mezze tinte che sull’impatto estrattivo, 88-90.

Puligny-Montrachet Champs-Gain 1er cru 2016
impatto estremamente minerale e floreale, ha grazia e insieme un’estrazione vigorosa, con finale salino, come si conviene a uno Champs Gain, 91-93.

 

BRUNO COLIN

Uno dei tanti Colin di Chassagne, è venuto alla ribalta negli ultimi dieci anni con uno stile moderno e tecnicamente impeccabile, usando un approccio intelligente, misurato, poco interventista.

Puligny-Montrachet La Truffière 1er cru 2015
emerge il rovere sulle prime, con aspetti balsamici e mentolati da legni nobili, poi esce un frutto maturo, quasi ammaccato, di media tensione e scarsa dinamica propulsiva, 84-86.

Chassagne-Montrachet Blanchot Dessus 1er cru 2014
da un’annata dalla decisa freschezza acida nasce un vino dal rilancio sapido convincente, di sottile forza motrice e dal pregevole garbo espressivo, 89-91.

Chassagne-Montrachet En Remilly 1er cru 2013
composto e dignitoso, ha buoni profumi e un piacevole ingresso sul palato; il finale è di scarsa progressione per un vino comunque assai più che dignitoso, 88-90.

Chassagne-Montrachet Les Chenovottes 1er cru 2012
il legno non lo ha digerito e ormai non lo digerirà più, ha un carattere esotico, seducente negli accenni floreali, appesantito però nei movimenti sul palato dove risulta più grasso che fine, 87-89.

 

BENJAMIN LEROUX

Ex direttore ed enologo del Domaine Comte Armand ha ormai intrapreso una sua propria strada, fatta di acquisti effettuati da conferitori già coadiuvati nei lavori agronomici, e da piccole porzioni di vigneto acquistate nei migliori territori.

Saint-Romain 2016 Sous le Château
nonostante la zona sia reputata minore il risultato è convincente, il vino ha un frutto integro, gustoso e un finale coerente e dritto di media intensità e lunghezza, 87-89.

Chassagne-Montrachet Les Embazées 1er cru 2016
naso composto e nitido, con sentori di fiori di acacia, agrumi e miele, è scorrevole ed equilibrato; nel finale mantiene una buona tensione sapida, 88-90.

Meursault Genevrières Dessus 1er cru 2016
sin troppo maturo al naso, vorrebbe esprimere complessità e armonia ma ha un peso estrattivo penalizzante e un finale che si inchioda sul rovere, 86-88.

Volnay Les Mitans 1er cru 2016
puro e nitido, elegantissimo e sfumato, ha una delicatezza tattile e una florealità sussurrata che ispira una beva voluttuosa e trascinante, 92-94.

Pommard Les Rugiens 1er cru 2016
colpisce per la misura estremamente calibrata nell’estrazione e la precisione del frutto, rotondo e gustoso, rispettoso del carattere del cru; il finale è lungo e potente, con il corredo di tannini dolci, 92-94.

Mazoyères-Chambertin Grand Cru 2016
da un grand cru non sempre amato dai puristi della Borgogna arriva una vera prova d’autore, contenuta in sole 800 bottiglie: il passo è felpato, ai profumi nitidissimi di ribes, viola, tabacco, oltre a note di spezie dolci da legni nobili, fa seguito un sapore voluttuoso, stimolato da un frutto croccante e fresco oltre che da tannini setosi; il finale è lunghissimo con ritorni sapidi e floreali. Strepitoso, 95-97.

Vini e aziende della Lunigiana: il Podere Fedespina – Giugno 2018

 

Anche in Lunigiana la coltivazione della vite ha origini millenarie, fortemente radicate nell’ambiente e nelle tradizioni popolari, ma si contano sulle dita di una mano le aziende che nel tempo hanno proposto con continuità una produzione apprezzabile. Il principale imputato della precarietà produttiva lunigianese è sempre stato il clima, caratterizzato generalmente da una piovosità accentuata, più propizia alla raccolta dei funghi (in effetti abbondantissimi) che non alla maturazione delle uve.

Poi il clima è cambiato; in tutti i sensi, non solo quelli atmosferici, e qualcosa si è mosso nell’immobilismo un po’ rassegnato e quasi fatalistico dell’enologia locale. Tra le aziende più dinamiche del territorio, oltre alle Cantine Belmesseri di cui ho parlato alcuni mesi fa, va senz’altro annoverata il Podere Fedespina di Antonio Farina, in quel di Mulazzo.

La proposta produttiva è quanto mai interessante e articolata sostanzialmente su alcuni vini rossi di giustificata ambizione.

In degustazione ho provato, con la consueta collaborazione di Claudio Corrieri, due annate del Fedespina, pinot nero in purezza, seguite da tre millesimi dello Spinorosso, uvaggio di merlot e ciliegiolo, e, infine, una vera e propria verticale del Ca’ Riserva, ricavato al 100% da uve merlot.

 

 

I VINI

  

86       Toscana Rosso IGT Fedespina 2015
Ai profumi di viole e cassis segue un sapore apprezzabile per tensione e freschezza, ma condizionato da una presenza tannica non proprio timida che limita l’espressività di un carattere più originale. Si tratta, tuttavia, di una prova complessivamente positiva, tenendo conto del calore dell’annata, poco favorevole al pinot nero, e delle difficoltà di esordire con una varietà così poco “addomesticabile”.

88       Toscana Rosso IGT Fedespina 2016 – campione da botte
Al primo impatto risente dei toni speziati del rovere ma si avverte la presenza di un frutto tonico, vivo, scalpitante che dà il senso di un carattere più definito e aderente al vitigno di origine rispetto alla precedente annata. Promettente, può salire di quota con la permanenza in bottiglia.

85       Toscana Rosso IGT Spinorosso 2013
Profuma di lamponi con lievi accenni floreali in supporto; in bocca è fresco e disinvolto all’ingresso ma rivela un tannino non del tutto maturo e una chiusura piuttosto rapida.

88       Toscana Rosso IGT Spinorosso 2014
Intenso nel colore, evidenzia piacevoli profumi di stampo floreale; in bocca è serrato, intenso, contrastato, continuo, ben sostenuto dalla vena acida.

86       Toscana Rosso IGT Spinorosso 2015
Floreale e speziato al naso, è ampio, avvolgente, saporito e di buona polpa a centro bocca; tannini ancora un po’ ruvidi chiudono più bruscamente il finale.

90       Val di Magra Rosso IGT Ca’ Riserva 2010
Appare un po’ evoluto sia nel colore che nei profumi dal carattere terziario, con note di tabacco, cuoio, liquirizia e spezie; morbido e sorprendentemente fresco all’ingresso, è continuo, ben articolato, di medio peso ma elegante nei tratti, con finale piacevole dai tannini maturi.

83       Toscana Rosso IGT Ca’ Riserva 2011
Poco espressivo nei profumi, è caldo, potente ma frenato nello sviluppo da tannini poco maturi e da una presenza boisé insistente. Un’annata non molto propizia per i Merlot.

88       Toscana Rosso IGT Ca’ Riserva 2012
Altra annata non facilissima da interpretare ma risolta efficacemente grazie a un rapporto meno conflittuale con il rovere e ad un frutto tonico, croccante, denso. Il finale non è particolarmente lungo, ma è distinto da toni piacevolmente sapidi e balsamici.

88       Toscana Rosso IGT Ca’ Riserva 2013
Maturo e profondo al naso, con sentori di prugne e agrumi in sottofondo; in bocca ha un attacco fresco, slanciato, agile. La chiusura è leggermente tannica e, comunque, integra e fresca.

86       Toscana Rosso IGT Ca’ Riserva 2014
Delicatamente fruttato e floreale nei profumi, è fresco, spedìto, continuo sul palato dove rivela però una certa magrezza e un finale alleggerito di media gittata.

92       Toscana Rosso IGT Ca’ Riserva 2015
Scuro e compatto nel colore, è profondo e intenso nei profumi di cacao, liquirizia fresca, grafite e mirtilli; in bocca ha un impatto energico, ampio, denso, di notevole spessore senza rinunciare all’equilibrio, con tannini di pregevole maturità. La chiusura è lunga e caratterizzata da un originale timbro sapido, ferroso, ematico. Un’eccellente riuscita.

Pinot Nero e Syrah – Novembre 2017

DENOMINAZIONE NOME DEL VINO ANNATA AZIENDA GIUDIZIO VOTO
Colli della Toscana Centrale Syrah IGT Case Via 2014 FONTODI il colore è scuro, brillante e giovanile, e i profumi sono tipicamente indirizzati su note di pepe, spezie, fiori macerati; in bocca è ricco, fresco, dinamico, progressivo, lungo nel finale e supportato da tannini fitti e dolci 92
Colli della Toscana Centrale Syrah IGT Sir Alone 2014 RAMPA DI FUGNANO il frutto è ben maturo con note di more in rilievo; in bocca ha succo e un’energia ammirevole in rapporto all’annata, anche se chiude sulle note boisè del rovere 87
Toscana Rosso IGT Agrios 2015 MORMORAIA fruttato, speziato, ematico e boisé nei profumi, mostra un’apprezzabile ariosità sul palato anche se i tannini in chiusura frenano lo sviluppo (syrah) 85
Toscana Rosso IGT Cabreo Black 2012 FOLONARI AMBROGIO E GIOVANNI piccante e boisé al naso, possiede un varietale poco appariscente e una struttura robusta, tonica, ma poco caratterizzata (pinot nero) 84
Toscana Rosso IGT Il Cénno Pinot Nero 2015 COLLE BERETO note di ciliegie, viole, cassis costituiscono i caratteri aromatici prevalenti, appena intaccati da lievissime velature olfattive; in bocca non offre motivi di incertezza: è elegante e continuo, di convincente freschezza, tensione e sapidità – il finale è lungo e piacevolmente articolato 91
Toscana Rosso IGT Pinot Nero 2012 VALDIPIATTA ampio e maturo, non particolarmente caratterizzato sul piano aromatico, è sciolto e carezzevole sul palato dove evidenzia equilibrio e tatto morbido 87
Toscana Rosso IGT Pinot Nero 2012 FATTORIA IL LAGO profumi di marasche e cenni di rabarbaro, ha una dolcezza iniziale mitigata dalla freschezza, è agile e flessuoso, non complesso ma nitido e gustoso nel finale 88
Toscana Rosso IGT Syrah 2015 FATTORIA IL LAGO il frutto è integro e molto puro, articolato su piacevoli e tipiche note pepate; in bocca è fresco, agile, tonico, molto piacevole e coerente nel lungo finale 90
Valle d’Aosta Syrah DOC Rosset 2015 ROSSET nitido nei sentori di frutti neri, confetture, violette e spezie; il frutto è il filo conduttore del sapore ed è coinvolgente con la sua naturale energia e dolcezza che non sconfina mai in toni stucchevoli 89

Giugno 2017 – Alto Adige Rossi (Lago di Caldaro, Pinot Nero, Colli di Bolzano)

 

DENOMINAZIONE NOME DEL VINO ANNATA AZIENDA GIUDIZIO VOTO
Alto Adige Bozner Leiten/Colli di Bolzano DOC Putzenhof 2015 PUTZENHOF molto originale, profuma di ortiche, erbe aromatiche e erbe di campo – il sapore è continuo e ben diffuso ma i toni amarognoli del finale limitano il senso di piacevolezza 86
Alto Adige Kalterersee/Lago di Caldaro Classico DOC Weingut Niklas 2016 NIKLAS relativamente chiaro nel colore, profuma di fragole e lamponi, è semplice, fragrante, molto gustoso, di bella beva 88
Alto Adige Kalterersee/Lago di Caldaro Classico Superiore DOC Bischofsleiten 2016 CASTEL SALLEGG il colore è trasparente, profuma di more e ribes, la beva è snella, slanciata, fresca, dinamica, molto piacevole e quasi dissetante 89
Alto Adige Kalterersee/Lago di Caldaro Classico Superiore DOC Kalkofen 2016 BARON DI PAULI il frutto è maturo, l’impatto sul palato incisivo ma il finale resta un po’ compresso dai tannini con una lieve scia vegetale in uscita 83
Alto Adige Kalterersee/Lago di Caldaro Classico Superiore DOC Pfarrhof 2016 CANTINA KALTERN diretto, preciso, molto calibrato, non ha vuoti o flessioni di intensità, è piacevole, consistente e ben equilibrato 88
Alto Adige Kalterersee/Lago di Caldaro Classico Superiore DOC Puntay 2016 ERSTE + NEUE carattere floreale e sapore succoso, intenso, con un frutto maturo e croccante in evidenza – la chiusura è leggermente tannica ma la materia è robusta e lo stile ben definito 87
Alto Adige Kalterersee/Lago di Caldaro Classico Superiore DOC Ritterhof 2016 RITTERHOF non nitidissimo al primo approccio olfattivo, migliora con l’areazione e mostra una beva sciolta e snella di discreta piacevolezza 84
Alto Adige Kalterersee/Lago di Caldaro Classico Superiore DOC St. Quirinus 2016 ST. QUIRINUS aperto, snello, convincente al primo approccio che mostra anche tratti di eleganza e naturalezza – il finale è meno efficace anche se coerente 86
Alto Adige Pinot Nero DOC Dignus Crescendo 2013 RITTERHOF colore leggero, in linea con la tipologia, è fresco, piacevole, un po’ magro nel finale 83
Alto Adige Pinot Nero DOC Palladium 2015 K. MARTINI & SOHN poco espressivo al naso, di buona polpa e materia in bocca, è lineare e ordinato nello sviluppo 84
Alto Adige Pinot Nero DOC Riserva Linticlarus 2014 TIEFENBRUNNER profumi speziati e floreali eleganti, sapore intenso, continuo, fresco e insieme consistente, molto piacevole e bilanciato 90
Alto Adige Pinot Nero DOC Riserva Monticol 2014 TERLANO sentori di ciliegie e cassis, palato sciolto, piacevole e scattante, piacevolmente teso, arioso nel finale 89
Alto Adige Pinot Nero DOC Riserva Passion 2014 CANTINA ST. PAULS il carattere varietale è in evidenza al naso, l’impatto sul palato è deciso e incisivo – la chiusura è leggermente scomposta e piuttosto ruvida 84
Alto Adige Pinot Nero DOC Sanct Valentin 2013 ST. MICHAEL EPPAN- SAN MICHELE APPIANO al naso si avverte ancora la presenza del rovere per i toni di torrefazione in rilievo ma in graduale attenuazione con l’ossigenazione – in bocca è intenso, progressivo nello sviluppo ma anche aggraziato, elegante, fresco e succoso 91
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