VINO DEL GIORNO: Casarsa di Villa Calcinaia

Colli della Toscana Centrale IGT Casarsa 2015 VILLA CALCINAIA

Dopo aver conosciuto, una ventina di anni fa, la sua massima popolarità e diffusione nei vigneti, il merlot ha iniziato una fase di progressivo declino causato in parte da una sopravalutazione delle sue qualità assolute e in parte da un ciclo climatico che ha generalmente penalizzato i vitigni precoci. Certamente non mancano gli esempi eccellenti che sembrano contraddire la mia affermazione e certamente continueranno ad essere prodotti grandi vini a base di merlot ma solo in presenza di alcuni fattori fondamentali: terreni/territori ad alta vocazione congiunti a  produttori che si dedicano alla sua coltivazione con la dedizione di un amanuense e con il supporto decisivo di andamenti stagionali favorevoli che concedano un pizzico di freschezza supplementare.

Il vino scelto oggi possiede proprio quel “pizzico” anche in un’annata caliente, come è ricavabile dalle note di assaggio estratte dal Report “Merlot in Toscana” e riportate qui di seguito:

nitido nei profumi dal carattere fruttato e speziato, è denso, ben equilibrato nelle varie componenti, con tannini dolci e maturi e una chiusura saporita di apprezzabile freschezza e slancio.

VINO DEL GIORNO: Nambrot di Ghizzano

92/100   –   TERRE DI PISA DOC NAMBROT 2015 TENUTA DI GHIZZANO

Non ci sarebbe da meravigliarsi se un vino a base prevalente di merlot, con l’aggravante di un’annata calda come la 2015, mostrasse qualche cenno di evoluzione e denunciasse un debito di freschezza. Ma non è il caso del Nambrot della Tenuta di Ghizzano che si mostra immediatamente compatto nel colore e tonico nei profumi, indirizzati con chiarezza verso ariose note balsamiche; il centro bocca è denso e bilanciato, con un pizzico di rovere che affiora fugacemente per essere poi assorbito, dopo adeguata ossigenazione, da un finale lungo e sorprendentemente rinfrescante.

Un breve accenno ai Rossi IGT di Bolgheri – Giugno 2018

Il disciplinare di produzione della DOC Bolgheri permette di utilizzare più vitigni sia in assemblaggio libero che in purezza, ma questa apprezzabile libertà operativa non ha evitato che una parte, seppur ridotta, dei vini prodotti nel territorio continuasse a essere imbottigliata come IGT.

Al di là della forma, resta comunque il fatto che tali vini vengano percepiti, dai consumatori e dagli addetti ai lavori, come pienamente rappresentativi del carattere bolgherese, senza dare eccessivo rilievo a cosa è riportato sull’etichetta.

Gli assaggi di quest’anno hanno riproposto una gerarchia qualitativa in larga parte prevedibile, con il “trio” de Le MacchiolePaleo, Messorio e Scrio 2015 (ordinato secondo le mie personali preferenze) – schierato compattamente in prima linea.

Il Masseto 2015, a sua volta, possiede il volume e l’opulenza delle annate più classiche e non deluderà pertanto i suoi numerosi estimatori, ma attenzione al 2016 che, assaggiato in anteprima, esibisce una profondità e una tensione gustativa raramente rintracciabili in un Merlot; almeno a queste latitudini. Ma di questo confronto interno torneremo a trattarne prossimamente.

 

Per il momento mi piace invece sottolineare il cambio di passo, già notato con l’annata 2013, messo in mostra da un’altra firma storica di Bolgheri; mi riferisco al Cavaliere 2015 di Michele Satta, che esprime con ammirevole nitidezza un bel carattere da sangiovese.

L’ultimo appunto di queste brevi anticipazioni lo dedico alla vera sorpresa degli assaggi di quest’anno: la Cuvée Eva 2016 prodotta dall’azienda Le Crocine. Un esordiente assoluto, un Cabernet Franc in purezza dotato di un’eleganza e di una definizione stilistica stupefacenti.

Ne risentiremo parlare..

Vini e aziende della Lunigiana: il Podere Fedespina – Giugno 2018

 

Anche in Lunigiana la coltivazione della vite ha origini millenarie, fortemente radicate nell’ambiente e nelle tradizioni popolari, ma si contano sulle dita di una mano le aziende che nel tempo hanno proposto con continuità una produzione apprezzabile. Il principale imputato della precarietà produttiva lunigianese è sempre stato il clima, caratterizzato generalmente da una piovosità accentuata, più propizia alla raccolta dei funghi (in effetti abbondantissimi) che non alla maturazione delle uve.

Poi il clima è cambiato; in tutti i sensi, non solo quelli atmosferici, e qualcosa si è mosso nell’immobilismo un po’ rassegnato e quasi fatalistico dell’enologia locale. Tra le aziende più dinamiche del territorio, oltre alle Cantine Belmesseri di cui ho parlato alcuni mesi fa, va senz’altro annoverata il Podere Fedespina di Antonio Farina, in quel di Mulazzo.

La proposta produttiva è quanto mai interessante e articolata sostanzialmente su alcuni vini rossi di giustificata ambizione.

In degustazione ho provato, con la consueta collaborazione di Claudio Corrieri, due annate del Fedespina, pinot nero in purezza, seguite da tre millesimi dello Spinorosso, uvaggio di merlot e ciliegiolo, e, infine, una vera e propria verticale del Ca’ Riserva, ricavato al 100% da uve merlot.

 

 

I VINI

  

86       Toscana Rosso IGT Fedespina 2015
Ai profumi di viole e cassis segue un sapore apprezzabile per tensione e freschezza, ma condizionato da una presenza tannica non proprio timida che limita l’espressività di un carattere più originale. Si tratta, tuttavia, di una prova complessivamente positiva, tenendo conto del calore dell’annata, poco favorevole al pinot nero, e delle difficoltà di esordire con una varietà così poco “addomesticabile”.

88       Toscana Rosso IGT Fedespina 2016 – campione da botte
Al primo impatto risente dei toni speziati del rovere ma si avverte la presenza di un frutto tonico, vivo, scalpitante che dà il senso di un carattere più definito e aderente al vitigno di origine rispetto alla precedente annata. Promettente, può salire di quota con la permanenza in bottiglia.

85       Toscana Rosso IGT Spinorosso 2013
Profuma di lamponi con lievi accenni floreali in supporto; in bocca è fresco e disinvolto all’ingresso ma rivela un tannino non del tutto maturo e una chiusura piuttosto rapida.

88       Toscana Rosso IGT Spinorosso 2014
Intenso nel colore, evidenzia piacevoli profumi di stampo floreale; in bocca è serrato, intenso, contrastato, continuo, ben sostenuto dalla vena acida.

86       Toscana Rosso IGT Spinorosso 2015
Floreale e speziato al naso, è ampio, avvolgente, saporito e di buona polpa a centro bocca; tannini ancora un po’ ruvidi chiudono più bruscamente il finale.

90       Val di Magra Rosso IGT Ca’ Riserva 2010
Appare un po’ evoluto sia nel colore che nei profumi dal carattere terziario, con note di tabacco, cuoio, liquirizia e spezie; morbido e sorprendentemente fresco all’ingresso, è continuo, ben articolato, di medio peso ma elegante nei tratti, con finale piacevole dai tannini maturi.

83       Toscana Rosso IGT Ca’ Riserva 2011
Poco espressivo nei profumi, è caldo, potente ma frenato nello sviluppo da tannini poco maturi e da una presenza boisé insistente. Un’annata non molto propizia per i Merlot.

88       Toscana Rosso IGT Ca’ Riserva 2012
Altra annata non facilissima da interpretare ma risolta efficacemente grazie a un rapporto meno conflittuale con il rovere e ad un frutto tonico, croccante, denso. Il finale non è particolarmente lungo, ma è distinto da toni piacevolmente sapidi e balsamici.

88       Toscana Rosso IGT Ca’ Riserva 2013
Maturo e profondo al naso, con sentori di prugne e agrumi in sottofondo; in bocca ha un attacco fresco, slanciato, agile. La chiusura è leggermente tannica e, comunque, integra e fresca.

86       Toscana Rosso IGT Ca’ Riserva 2014
Delicatamente fruttato e floreale nei profumi, è fresco, spedìto, continuo sul palato dove rivela però una certa magrezza e un finale alleggerito di media gittata.

92       Toscana Rosso IGT Ca’ Riserva 2015
Scuro e compatto nel colore, è profondo e intenso nei profumi di cacao, liquirizia fresca, grafite e mirtilli; in bocca ha un impatto energico, ampio, denso, di notevole spessore senza rinunciare all’equilibrio, con tannini di pregevole maturità. La chiusura è lunga e caratterizzata da un originale timbro sapido, ferroso, ematico. Un’eccellente riuscita.

Toscana Rossi IGT, varie annate – Gennaio 2018

È opportuno sottolineare la disomogeneità di questo gruppo di rossi toscani, non solo per quanto riguarda le annate ma, soprattutto in riferimento ai vitigni che li compongono e ai diversi costi di acquisto. Tanto per fare un esempio e ristabilire le giuste proporzioni, il Rosso dello Sparviero è rintracciabile sugli scaffali a un decimo del prezzo di un Siepi (7 euro e mezzo contro 75).

Toscana Rosso IGT Il Blu 2013 BRANCAIA
balsamico e speziato, è complesso e profondo nei profumi; in bocca è molto fresco, continuo, dotato di progressione e slancio, oltre che di un finale lungo e rinfrescante  – 93

Toscana Rosso IGT Lippo 2015 PIEVE SANTO STEFANO
agile, slanciato, diretto e piacevole, è vino dall’impianto semplice e dalla beva invitante  – 86

Toscana Rosso IGT Lungarno 2015 FATTORIA DI CALAPPIANO
il frutto è nitido, intenso e succoso, saporito e bilanciato in bocca, non molto espansivo nel finale ma ben fatto  – 86

Toscana Rosso IGT Rosso dello Sparviero 2015 CASALE DELLO SPARVIERO- FATTORIA CAMPOPERI
di buona intensità, è fruttato, saporito, polposo, un po’ ruvido e semplice in chiusura ma abbastanza gradevole  – 83

Toscana Rosso IGT Siepi 2015 MARCHESI MAZZEI
profondo e complesso al naso con sentori di spezie, frutti neri e balsami; l’ingresso sul palato è denso ed elegante, morbido, continuo, ben delineato, con finale lungo, intenso, solo appena borse  – 92

Toscana Rosso IGT Stringaio 2015 FATTORIA LA TORRE
integro nei profumi, denso al tatto, carnoso, con tannini in eccessiva evidenza in chiusura di bocca  – 84

Toscana Rosso IGT Verrazzano 2015 CASTELLO DI VERRAZZANO
piacevolmente profumato, con note di violette, vaniglia, agrumi; il sapore è delicato, docile ma anche continuo e lungo – un vino dall’impronta semplice ma godibilissimo  – 89

Toscana Sangiovese IGT Poggio alle Viole 2014 COL DI BACCHE
in linea con l’annata evidenzia maggiormente la freschezza rispetto alla concentrazione, il sapore si sviluppa in tensione con un carattere sapido in rilievo  – 89

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