Il Brunello di FATTOI e le lance spezzate

Oggi sono di umore buono e quindi voglio fare lo spezzatore di lance, per trasformarmi, nei momenti più cupi, in spezzatore di spezzatori di lance (Guzzanti docet).

La lancia di oggi la voglio spezzare per Fattoi, un produttore di Montalcino i cui vini mi sono sempre piaciuti anche quando la loro grammatica enologica, come si suol dire, non era inappuntabile. Da qualche anno però, risolti i problemi “grammaticali”, ogni volta che assaggio il Rosso di Montalcino, il Brunello, il Brunello Riserva, insomma tutti i vini marcati Fattoi, la mia ammirazione per questa azienda cresce progressivamente.

Rileggendo i commenti dei recenti, eccellentissimi, assaggi del Rosso 2018 e del Brunello 2015, ho fatto un giro sul web per verificare il prezzo di vendita di quest’ultimo. Su un sito specializzato l’ho trovato a 32 euro e 50 centesimi, che, in rapporto alla qualità e ai prezzi che spuntano altri Brunelloni famosi, è davvero una bazzecola, ma che dico bazzecola, è una quisquilia, ma che dico quisquilia….Vabbè, diciamo che è decisamente conveniente (e il Rosso ancora di più).

Ho però notato che a fianco del prezzo erano riportati i punteggi di alcune testate ameri’ane* che solitamente sparano votoni altissimi ma non stavolta: dare 90 centesimi a un vino qualsiasi non è poco ma, nel caso specifico di un Brunello 2015, significa relegarlo in fondo alla classifica della tipologia.

Potrei concludere che anche Fattoi ci ha messo del suo perché è troppo poco international style e anche se sarebbe facile cavarsela con questa battuta scadente, una lancia a suo favore deve pur essere spezzata.
In realtà credo che quelli di Fattoi, come di (pochi) altri produttori, siano vini che migliorano costantemente con la permanenza in bottiglia e, se assaggiati troppo precocemente, rischiano, al di là dei rispettabilissimi gusti personali, di essere sottovalutati.

Ma che ci volete fare, so’ ragazzi*.

*come avrebbe detto Fabio Rizzari

 

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