Benvenuto Brunello- Annata 2013, primo gruppo – Marzo 2018

 

Con più di 400 vini in assaggio e una giornata e mezza disponibile, ho pensato, in accordo con i miei compagni di tavolo (Filippo Bartolotta, Claudio Corrieri, Fernando Pardini e Divina Vitale), di concentrarmi sull’annata 2013 di Brunello. Ho suddiviso gli oltre 160 vini assaggiati e recensiti in vari gruppi, seguendo l’ordine alfabetico dei produttori stilato dal Consorzio del Brunello di Montalcino. Per evitare disguidi e facilitare il ritmo di servizio, abbiamo svolto la degustazione con bottiglie scoperte, che non è il metodo che preferisco, ma l’organizzazione è stata eccellente e ci ha permesso di assaggiare in maniera ottimale.

In collaborazione con Claudio Corrieri

 

Brunello di Montalcino DOCG 2013

 

ALBATRETI
Corretto, un po’ evoluto, è vino di vecchio stile e alta dignità ma di scarsa espansione finale.  – 84/85

ARGIANO
Il frutto è integro, è intenso, continuo, avvolgente e bilanciato; il finale non possiede lo scatto adeguato ma l’insieme è convincente.  – 87/88

ARMILLA
Scarno, magro, con tannini leggermente puntuti ma apprezzabile per freschezza e tensione.  – 84/85

BANFI – Castello Banfi
Non molto incisivo e di medio carattere però corretto, fresco, equilibrato, gradevole.  – 86/87

BANFI – Poggio alle Mura
Sentori di spezie, frutto maturo e presenza ben avvertibile del rovere; in bocca è denso, robusto, compatto.  – 86/88

BARBI
Integro nei profumi dai risvolti floreali, è fresco, ben modulato, piacevole e ben “civilizzato”, manca di allungo finale ma è buono.  – 87/88

BARBI – Vigna del Fiore
Carattere floreale e speziato, mostra lievi cenni di evoluzione ma anche un tatto fine, articolato, disteso e complesso nel lungo finale. Una delle prove più autorevoli e convincenti dello storico “Fiore”.  – 92/93

BEATESCA
Il rovere è piuttosto invasivo e rende troppo prevedibile l’insieme che è comunque corretto e abbastanza piacevole.  – 83/85

BELLARIA
Fruttato semplice con una insistita presenza boisé, non è spiacevole ma in chiaro debito di carattere.  – 83/84

BELPOGGIO
Alterna fasi evolute ad altre immature, l’ingresso sul palato è docile, il centro bocca è carente di frutto e il finale è pulito ma privo di slancio.  – 82/83

BONACCHI – Molino della Suga
Corretto, semplice, di buona precisione tecnica; non è sgradevole ma il carattere è scarso.  – 82/83

BOTTEGA
Note balsamiche in evidenza al naso e sapore dall’impatto più evoluto, dolce-alcolico, di convincente freschezza ed equilibrio nel finale.  – 86/87

CAMIGLIANO
Sentori di frutti rossi e torrefazione al naso accompagnati da un sapore bilanciato, di media densità e carattere; un Brunello onesto e ben fatto.  – 85/86

CAMPOGIOVANNI
È preciso, caldo all’impatto aromatico, con note di alloro e rosmarino, e, coerentemente, anche in una bocca dagli sbuffi alcolici in evidenza; è morbido, vigoroso, non finissimo ma “rispettabile”.  – 87/88

CANALICCHIO DI SOPRA
Integro nel frutto e nei profumi, mostra carattere, grinta, reattività sul palato; è fresco, ben sostenuto dall’acidità, contrastato senza essere spigoloso, decisamente lungo in un finale dai risvolti sapidi.  – 92/94

CANNETA
Qualche accenno boisé al naso corrisposto da una bocca un po’ sguarnita al centro ma dotata di apprezzabile tensione gustativa e buona dignità d’insieme.  – 85/86

CANTINA DI MONTALCINO
Di corretta impostazione tecnica ma di scarso appeal territoriale, è vino lineare, poco spontaneo, sostenuto da qualche tannino in eccesso.  – 82/83

CAPANNA
Ancora indietro nell’evoluzione, ha un impatto generoso, con un frutto netto e maturo in rilievo ma è frenato nello sviluppo da una massa tannica ancora da sciogliere. Da attendere.  – 84/87

Una degustazione stellare

 

Per la prima volta, oltre ai tecnici che lavorano in zona e a qualche produttore, era stato invitato un piccolo gruppo di giornalisti, tra cui il sottoscritto, all’assaggio organizzato dal Consorzio del Brunello di Montalcino, nella mattinata di giovedì 25 gennaio, per decidere la classificazione in stelle dell’annata 2017.

Un’annata che, come già riportato su questo sito alcuni mesi fa – https://www.ernestogentili.it/articoli/agosto-2017-prim…a-vendemmia-2017/– ha avuto uno sviluppo inusuale, con numerose difficoltà emerse durante tutto il periodo vegetativo, dalle gelate primaverili all’estrema aridità estiva. A fine agosto a Montalcino, e non solo, le uve presentavano i caratteri distintivi di un millesimo complicato con acini dalle dimensioni molto contenute e una percentuale di succo interna ridotta e sproporzionata rispetto alla buccia. Le improvvise e violente piogge arrivate dopo il 10 settembre e la scarsa precocità del sangiovese hanno, almeno in parte, salvato la raccolta.

La degustazione esaminava 44 campioni prelevati da altrettante aziende della denominazione e serviti con bottiglie coperte. Si trattava di compilare una scheda ripartita in 10 voci con voti da 1 a 10 per un totale massimo di 100 punti (un punteggio superiore agli 80 punti fino a 85 corrisponde a 4 stelle, da 86 a 100 equivale alla massima classificazione di 5 stelle). Non entro nei dettagli del metodo utilizzato che si presta, come qualsiasi altro, a critiche e puntualizzazioni a seconda del punto di osservazione.

Meritevoli di attenzione sono state invece le caratteristiche analitiche e organolettiche dei campioni testati. Procediamo con ordine.

Per quanto riguarda il grado alcolico (tralasciando gli zuccheri residui, elevati solo in un caso), ci troviamo di fronte a un’annata che, prevedibilmente, non è proprio leggerissima con 29 campioni su 44 tra i 14 e i 15 gradi e ben 12 sopra i 15, di cui uno addirittura sopra i 16.

La forza acida dei vini, misurabile con i ph, ha evidenziato 20 campioni, sempre su 44, con ph inferiore a 3,50. La maggioranza dei vini è oltre questo livello e, per un sangiovese, siamo a una misura moderatamente oltre la “normalità”.

Per quanto riguarda gli estratti secchi siamo nella quasi totalità dei casi sopra i 30 punti che confermano le caratteristiche di un millesimo potente e concentrato.

Anche i colori, senza ricorrere ai dati analitici ma solo all’aspetto visivo, sono ben sostenuti e dimostrano, in questa fase, un’apprezzabile stabilità e una confortante tenuta all’ossidazione.

Restano da considerare due aspetti decisivi sui quali solo la prova organolettica può fornire risposte, seppur sommarie, in questa fase: il senso di equilibrio dei vini e, soprattutto, la qualità tannica.

È intorno a quest’ultimo fattore che si gioca buona parte del futuro equilibrio e dell’evoluzione dei Brunello 2017. Ebbene, anche sul piano della maturità dei tannini e della loro relativa durezza ci troviamo di fronte a due fronti contrapposti, numericamente equivalenti.

Nell’insieme, quindi, da una prova comunque parziale e relativamente approssimativa emerge un quadro dalle tinte sicuramente più positive rispetto alle prime sensazioni post-vendemmia. Non mancheranno, tra i futuri 2017, vini completi e complessi, dotati di una struttura vigorosa sostenuta da un bel nerbo acido e da tannini densi e morbidi, ma, in ogni caso, più ricchi e potenti che fini e sfumati. Altri Brunello saranno al contrario più sbilanciati sul piano alcolico con tannini piuttosto ruvidi, ma il lungo periodo di affinamento e la cura dei dettagli potranno attenuare queste iniziali scontrosità.

In conclusione, il conteggio dei voti delle varie schede di degustazione e la relativa media finale saranno calcolati dallo staff consortile e non è dato sapere ancora quale sarà il risultato finale. La mia impressione è che nel 2022, all’uscita in commercio, non saranno pochi i Brunello che meriteranno di salire sul gradino più alto ma al momento sia più opportuna, calibrata e credibile una classificazione da 4 stelle.

 

 

 

I Migliori Vini Rossi del Mese – Ottobre 2017

 

Brunello di Montalcino DOCG Le Potazzine 2012 LE POTAZZINE
sentori di alloro, sottobosco, fiori macerati al naso; in bocca è composto, ordinato, elegante e progressivo, con un pizzico di tannino a dare spessore al finale  – 91/100

Brunello di Montalcino DOCG Tenuta di Sesta 2012 TENUTA DI SESTA
naturalmente evoluto nel colore, possiede profumi invitanti di mandarini, susine, spezie orientali; in bocca è integro, elegante, lungo nello sviluppo e nel finale  – 91/100

Chianti Classico DOCG Cigliano 2014 VILLA DEL CIGLIANO
trasparente nell’aspetto, flessuoso e slanciato nello sviluppo, elegante e sfumato nella trama, tipicamente salino nel finale lungo e rinfrescante  – 91/100

Chianti Classico DOCG Gran Selezione Vigna La Fornace 2014 VILLA CALCINAIA
ampio, arioso, progressivo nello sviluppo, elegante nelle forme, molto lungo nel finale dai toni sapidi, con lievissimo affioramento di cenni boisé  – 91/100

Chianti Classico DOCG Monte Maggio 2011 FATTORIA DI MONTEMAGGIO
fresco, agile, elegante, continuo, lungo nel finale con sentori di rose e fiori di campo; un vino rappresentativo, ben registrato sul piano tannico e dotato di una gradevole sapidità in chiusura  – 92/100

Chianti Classico DOCG Riserva Bugialla 2014 POGGERINO
giovanile nel colore, profuma di ciliegie e spezie fresche; il sapore è intenso ed equilibrato, croccante, progressivo, slanciato, lungo e gustosamente sapido nel finale – associa una purezza di frutto esemplare a una beva contagiosa  – 95/100

Chianti Classico DOCG Riserva Caparsino 2014 CAPARSA
inizialmente chiuso al naso, con note terrose e di chinotto, si apre gradualmente sul frutto; in bocca è agile, arioso, saporito e grintoso – il finale è teso, lungo e con l’ossigenazione acquista in eleganza e definizione senza rinunciare al suo deciso carattere  – 92/100

Chianti Classico DOCG Riserva Castellare 2014 PODERI CASTELLARE
limpido e leggero nell’aspetto, è delicato nei profumi di fragoline e fiori di campo; in bocca è agile, fresco, succoso, espressivo, decisamente rappresentativo della tipologia e pienamente centrato dal punto di vista stilistico  – 91/100

Chianti Classico DOCG Riserva Il Poggio 2012 MONSANTO
floreale e speziato nei profumi, insolitamente aperto e disponibile, leggermente caldo all’ingresso sul palato si sviluppa con sicurezza ed eleganza, mostrando un tannino ben registrato e un finale lungo e articolato  – 92/100

Chianti Classico DOCG Riserva Le Terrazze 2014 CASTAGNOLI
si presenta limpido e naturale nell’aspetto e aperto nei profumi di stampo floreale; il sapore è sciolto e scorrevole, decisamente elegante e raffinato nei tratti, molto lungo nel finale – fine e ben caratterizzato, fresco e delicato, un vino sorprendente che unisce la complessità a una beva irresistibile  – 96/100

Chianti Classico DOCG Riserva Le Vigne 2014 ISTINE
profumi aperti di viole, alloro e rosmarino; in bocca è morbido, soffice, elegante e ben contrastato – il finale non è lunghissimo ma il carattere è ben delineato  – 92/100

Chianti Classico DOCG Riserva Messer Ridolfo 2012 CANTALICI
frutti rossi, spezie e note floreali segnalano una certa ricchezza olfattiva; in bocca è ben articolato, potente all’impatto ma fresco ed elegante nello sviluppo; il finale è lungo, sapido, di carattere  – 91/100

Chianti Classico DOCG Riserva Poggio a’ Frati 2014 ROCCA DI CASTAGNOLI
invitante e preciso nei profumi di rose, ciliegie e spezie; in bocca è elegante e misurato, fresco, continuo, lungo nel finale  – 91/100

Sicilia Nero d’Avola DOC Cartagho Mandrarossa 2014 CANTINA SETTESOLI
intenso e giovanile nel colore, ben maturo nel frutto ma non privo di fragranza balsamica nel corredo aromatico; molto succoso, diretto, nitido ed espressivo nel mostrare il suo carattere varietale  – 90/100

 

Marzo 2017 – I migliori vini del mese

Brunello di Montalcino DOCG 2012 – BARICCI
sapido, succoso, intenso, scorrevole senza essere leggero – continuo, fresco ed elegante in un finale scandito dalla dolcezza dei tannini 92

Brunello di Montalcino DOCG 2012 – FULIGNI
i pregevoli sentori di buccia di arancio sono accompagnati da un sapore denso, avvolgente e insieme slanciato, fresco, elegante, con chiusura lunga ed elastica 92

Brunello di Montalcino DOCG 2012 – LE CHIUSE
fresco e ricco, dalla dolcezza calbrata e diffusa, con tannini fini, sapido e arioso, anche se non lunghissimo, nel finale 92

Brunello di Montalcino DOCG 2012 – LE POTAZZINE
la dolcezza dei tannini, la polposità del frutto, la scia sapida finale contribuiscono alla riuscita complessiva di questo Brunello da catalogare tra i migliori del millesimo 93

Brunello di Montalcino DOCG 2012 – POGGIO DI SOTTO
profumi eleganti di rose, fragole selvatiche e fiori di pesco – l’ingresso sul palato è insieme dolce e freschissimo, elegante, ha un cambio di passo sorprendente, con continui rilanci – chiude lunghissimo, senza intralci tannici e una rinfrescante vena acida sullo sfondo 96

Brunello di Montalcino DOCG 2012 – TALENTI
l’impatto è nitido, preciso, fresco, succoso, dotato di un frutto denso e fragrante – ottimamente bilanciato, ha il ritmo giusto e una chiusura tonica e coerente 92

Brunello di Montalcino DOCG 2012 V.V. – LE RAGNAIE
in sintesi i dati salienti: freschezza, sapidità, finezza tannica e progressione finale – possono bastare.. 93

Chianti Classico DOCG Gran Selezione Stielle 2013 – ROCCA DI CASTAGNOLI
note di sottobosco, tabacco, frutti rossi al naso – sapore progressivo ed elegante, sciolto e continuo, rinfrescato dall’acidità e completato da tannini di grana fine – finale molto lungo e balsamico  93

Chianti Classico DOCG Gran Selezione Il Puro 2013 – VOLPAIA
naso dettagliato e finissimo, con sentori di cassis, mammola e spezie dolci – tessitura levigata per un vino di bella dinamica e territorialità  92

Chianti Rufina Riserva I Veroni 2013 – I VERONI
Millesimo di alto livello che possiede i presupposti per farsi ricordare a lungo. Anche la Riserva de I Veroni coglie l’occasione e innesca una marcia superiore, la polpa non manca ma, finalmente, c’è anche il respiro giusto, l’ariosità che rende la beva più sciolta e l’assetto del vino più dettagliato ed elegante. La chiusura è fresca, lunga e promettente. Le bottiglie sono 19000. Voto 92.

Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva 2015 – LA LASTRA
frutta bianca, grano, cenere, balsami al naso – ricco e vibrante sul palato, esprime con eleganza e misura il carattere più nobile della tipologia  92

Vin Santo del Chianti Classico DOC Occhio di Pernice 2006 – BADIA A COLTIBUONO
colore ambrato intenso e sentori di noci, datteri, fichi, china, caffè – viscoso al tatto, associa il carattere all’equilibrio con finale lungo dalla freschezza balsamica  92

Marzo 2017 – Rossi DOCG – Serie 5

DENOMINAZIONE NOME DEL VINO ANNATA AZIENDA GIUDIZIO VOTO
Brunello di Montalcino DOCG Collemattoni 2011 COLLEMATTONI tradizionalmente indirizzato sulla generosità della sua struttura, non fa certo eccezione in un’annata calda come la 2011 – profumi di amarene e more per un vino che fa del volume e della pienezza il suo punto di forza 88
Brunello di Montalcino DOCG La Magia 2011 LA MAGIA sentori di confetture e liquirizia marcano i profumi – in bocca è potente, denso, non finissimo ma “verace” 88
Brunello di Montalcino DOCG Nastagio 2011 COL D’ORCIA profumi di amarene e china – sapore ben delineato, con la dolcezza del frutto contrastata dalla vena acida e sapida – il finale è di apprezzabile freschezza ma in lieve debito di complessità e profondità 89
Brunello di Montalcino DOCG Pomona 2011 VILLA POGGIO SALVI seppur orientato stilisticamente su riferimenti poco tradizionali, con tatto denso e cremoso e copiosa presenza di rovere, non difetta di carattere 85
Brunello di Montalcino DOCG Riserva Poggio al Vento 2010 COL D’ORCIA intenso e concentrato, ha un carattere “brunellesco” deciso e inconfondibile ma è ancora un po’ contratto nello sviluppo, con una presenza di rovere leggermente fuori registro – da attendere 89
Brunello di Montalcino DOCG Riserva Vigna Angeli 2011 LA GERLA un po’ chiuso e ridotto al primo approccio, rivela una struttura equilibrata, ben stimolata dall’acidità, con finale preciso e lineare 88
Brunello di Montalcino DOCG Trentennale 2011 TALENTI esemplare per nitidezza, è intenso e diretto con chiarezza sulla sensazione matura del frutto con note di amarene in evidenza – l’attacco sul palato è di misurata dolcezza, bilanciato, continuo, coerente nel finale, di sicura piacevolezza 91
Brunello di Montalcino DOCG Villa Poggio Salvi 2011 VILLA POGGIO SALVI intenso nel colore e di apprezzabile precisione al naso – piacevolmente morbido all’ingresso sul palato, si muove poi con lentezza anche a causa di una massa tannica ancora ingombrante 83
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