Vernaccia di San Gimignano 2018

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO DOCG 2018*

 

Non scopro niente di nuovo ad affermare che le versioni più “pregiate” – Riserve e Selezioni – della Vernaccia di San Gimignano hanno raggiunto un livello di maturità qualitativa e stilistica riconosciuto ormai come elevato anche dai più scettici detrattori della tipologia e dei bianchi italiani in senso generale. Al punto che è diventato quasi più interessante analizzare lo stato di forma dei vini di base che, nei fatti, sono anche quelli più diffusi e consumati dal pubblico.

È inutile infatti che una tipologia nel suo complesso o un singolo produttore si facciano vanto dei grandi risultati, dei premi e dei trofei guadagnati da alcune etichette se il resto della loro produzione non segue parallelamente lo stesso percorso di crescita.

Per quanto riguarda la Vernaccia di San Gimignano continua ad esserci uno stacco evidente tra la gamma più alta e quella di base, come è giusto che sia, ma non c’è più l’abisso di alcuni anni fa. Nel Report che ho appena pubblicato ho recensito 32 vini dell’annata 2018 ed è un numero significativo se si considera che ho selezionato solo quelli che hanno raggiunto una buona valutazione.

 

*delle seguenti Cantine:
Guidi, Casa alle Vacche, Casa Lucii, Casale-Falchini, Montauto, Fugnano e Bombereto, Fornacelle, Melini, Guicciardini Strozzi, Il Colombaio di Santa Chiara, Il Lebbio, La Lastra, Massimo Daldin, Montenidoli, Palagetto, Panizzi, Poderi Arcangelo, Rampa di Fugnano, San Benedetto, San Quirico, Signano, Tenuta La Vigna, Tenuta Le Calcinaie, Teruzzi, Tollena, Vagnoni.

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