Frappato Vs. Pinot Nero

FRAPPATO VS. PINOT NERO

Certe volte le impressioni favorevoli o sfavorevoli che, almeno emotivamente, provocano alcuni vini dipendono da una serie di coincidenze casuali. In particolare le sequenze di servizio possono incidere, in misura ovviamente parziale, sul giudizio finale, tanto è vero che è opportuno in taluni casi fare un secondo giro di assaggi rimescolando le carte, ovvero le bottiglie, prima di emettere un verdetto. Se l’ultimo vino testato era, si fa per dire (e per sognare), un Clos de la Roche del Domaine Leroy, ecco che qualsiasi bottiglia che lo abbia seguito possa essere sembrata carente di finezza e personalità. Qualsiasi, ripeto. Se invece il tuo assaggio è preceduto da un filotto di pinot noir (tanto per restare sullo stesso vitigno) nostrani, probabilmente il giudizio non sarà altrettanto penalizzato, anzi..

Ed è proprio quello che è successo ai vini di Poggio di Bortolone che forse non mi sarebbero sembrati così luminosi dopo un bicchiere di un Grand Cru di Borgogna. E non mi avrebbero indotto a pensare – se davvero i termini ricorrenti nell’immaginario vino ideale fossero freschezza, eleganza e leggerezza – perché molti produttori continuino a rincorrere il mito del pinot nero quando, prendendo lo spunto da questo recente assaggio, abbiamo in dote uve come il Frappato o il Rossese o altre ancora, che danno vita e origine a vini di una fragranza e, diciamolo pure, di una finezza che l’uva borgognona alle nostre latitudini difficilmente riuscirà a esibire con continuità. L’unica attenuante è costituita dal fatto che cimentarsi nella produzione di pinot nero rappresenta da sempre (e in ogni luogo del mondo) una sfida troppo avvincente per alcuni vignaioli appassionati che meritano, evidentemente, solidarietà e umana comprensione; ma in altri casi ho il forte dubbio che sia solo una moda dettata dal marketing.

Per il momento è più saggio e opportuno restare con i piedi per terra e tornare a parlare degli eccellenti rossi di Poggio di Bortolone: chi volesse consultare le note di degustazione dei Cerasuolo di Vittoria, del Frappato, come pure dell’Addamanera (syrah e cabernet sauvignon) e del Petit Verdò può cliccare qui, in zona abbonati.

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