Un Latour al giorno…

Ventiquattro anni ancora ben portati, morbido, elegante, setoso al tatto con tannini finissimi e profumi di spezie orientali e freschi toni balsamici. Il finale è assolutamente coerente e anche se la profondità non è delle più memorabili, la classe di Château Latour resta intatta e inconfondibile. D’altro canto il 1997 a Bordeaux è stato un millesimo decisamente medio e non potevo proprio pretendere di più.
E non potevo avere pretese maggiori anche quando ho assaggiato il Sorrettole de La Querce, il Darno della Tenuta San Vito e il Collerosso di Valvirginio. Tre Chianti Colli Fiorentini* davvero piacevoli, di bella beva, rappresentativi della tipologia e, dato non secondario, dal costo non certo proibitivo.
Non è che tutti i giorni si può bere Latour.

*Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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