I VINI DI QUERCIABELLA

Querciabella e Camartina (azienda e vino) costituiscono un binomio difficilmente separabile: come ne nomini una non puoi evitare di citare l’altra. Eppure l’azienda grevigiana, in un contesto (è bene ricordarlo) di scelte viticole imperniate da inizio secolo su principi biodinamici, di frecce al proprio arco ne possiede più d’una, a partire dalle ben caratterizzate interpretazioni di Chianti Classico per chiudere con il Batàr, forse il bianco più rinomato della regione, passando per un’altra serie di etichette importanti (Palafreno su tutte). Ma il Camartina (uvaggio di cabernet sauvignon e sangiovese) continua a essere la bottiglia più rappresentativa e capace nelle annate migliori di lasciare un segno quasi indelebile nella memoria di chi lo assaggia. Il millesimo 2016, provato di recente, sembra possedere le virtù necessarie per farsi ricordare a lungo e non fatevi ingannare se inizialmente, all’apertura, è restìo a rivelarsi: quel che non concede subito lo dona, con gli interessi, nel corso del tempo.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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